Difesa colabrodo: 40 gol subiti, peggio dell'Ancona (39)

Difesa colabrodo: 40 gol subiti, peggio dell'Ancona (39) - www.forzagubbio.it

Il Gubbio con 40 gol subìti ha una difesa colabrodo. Solo tre squadre sono più perforate: Forlì (48), Bassano (46) e Teramo (41). Perfino l’Ancona, ultimo in classifica, ha fatto meglio con 39 reti al passivo. 

CAMMINO PREOCCUPANTE

Negli ultimi tre turni, contro Ancona, Teramo e Parma, la squadra di Magi ha fatto peggio di tutti nel girone incassando 12 reti, a una media di quattro sberle a partita, mentre le reti realizzate sono state 4 (tre con l’Ancona, ultima in classifica e uno domenica contro il Parma). A tutto ciò dobbiamo aggiungere il rigore parato da Volpe a Teramo (ultimo in classifica) dove, il portiere rossoblù, ha compiuto almeno altre cinque interventi “miracolosi”, e nel turno precedente al “Barbetti” la paratona su Frediani quando il risultato era ancora sul 2-2. 

BUCHI COME CRATERI

Il pacchetto davanti a Volpe subisce così tanti gol per almeno due motivi: il primo per difficoltà intrinseche al reparto, il secondo perché il centrocampo non filtra più come dovrebbe. Le difficoltà oggettive sono sotto gli occhi di tutti. Nel pacchetto mediano andrebbero probabilmente utilizzati quei calciatori che finora hanno trovato meno spazio e quindi fisicamente più freschi, perché gli avversari corrono di più, ci saltano come birilli e ci infilano da tutte le parti. Senza scudo protettivo il reparto arretrato va in difficoltà e contro il Parma si sono aperti buchi grandi come crateri.

L’ATTACCO NON VA

In attacco manca una punta centrale dall’epoca di Zuppardo e Crocetti. Basti dire che Bassi portiere del Parma non ha fatto una parata perché, a parte il decimo gol di Spruzzino Ferretti, i rossoblù non hanno scagliato altri tiri dentro lo specchio della porta (Piccinni ha colpito un palo).

OCCHIO AI PLAYOFF

La batosta contro il Parma ha fatto perdere al Gubbio anche il sesto posto in classifica che consente di giocare la prima partita dei playoff, a turno secco, tra le mura amiche invece di andare in trasferta. Per ora i playoff non sono a rischio. Maceratese e Bassano sono a 40 punti il Santarcangelo (prossino avversario) con 38 (dopo la penalizzazione di cui diciamo sotto) è per ora fuori dal gruppo. Ma basta errori. Un altro capitombolo (tutti gli scongiuri sono ammessi), potrebbe costare caro.

RETROCESSIONE INGIUSTA

Due punti di penalizzazione e 35mila euro di ammenda per il Santarcangelo. È quanto ha deliberato il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare, dopo che la Corte Federale d’Appello a Sezioni Unite aveva accolto il ricorso del Procuratore Federale, in merito ai deferimenti relativi all’ultimo filone di calcioscommesse dell’indagine “Dirty Soccer 3” (in riferimento al campionato 2014-2015). Se la penalizzazione fosse stata comminata in tempo reale il Santarcangelo sarebbe finito a 42 e il Gubbio di Acori con 43 punti si sarebbe salvato evitando quindi l’anno di purgatorio in serie D conclusosi, per fortuna, con la brillante vittoria di campionato e l’immediata risalita in Lega Pro.

 

Magi: "I ragazzi hanno perso sicurezza nei loro mezzi"

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Magi chiamato a dare spiegazione davanti ai cancelli dai tifosi amareggiati, arrabbiati, delusi

 

Niente scuse. Il 4-1 non ammette repliche: troppo forte il Parma. Punto.

Il Gubbio visto a Teramo e ieri al "Barbetti" non è nemmeno pronipote della squadra che ha conquistato 47 punti. Che cosa è successo allora?

Magi: “I ragazzi hanno perso la sicurezza nei loro mezzi. La squadra è in difficoltà a livello psicologico. Prendiamo gol e diciamo: ecco perdiamo anche questa partita. E invece di reagire ci sediamo”. Poi dice: “La squadra ha perso quel pizzico di spensieratezza che ti fa dire: abbiamo preso gol? Ok, adesso proviamo a rifarlo. La stessa spensieratezza che ci ha consentito di conquistare 47 punti”. Quindi prova a dare un senso alla giornata: “La vittoria del Parma non si discute però siamo stati sfortunati sul 2-0 quando Piccinni ha colpito il palo e c’era rigore su Valagussa”. “In ogni caso - continua - il Gubbio ci ha provato. Non è un momento facile e questa sconfitta ci deve aiutare a crescere. Non rischiamo la categoria che era l’obiettivo di partenza. L’insegnamento per noi e per tutti è che dobbiamo stare con i piedi per terra quando le cose vanno bene, e dobbiamo essere realisti quando vanno male, come adesso, ma senza essere catastrofisti e disfattisti”. Infine: “Questa squadra da inizio campionato non ha un grande equilibrio. Da un po’ di tempo a questa parte siamo psicologicamente instabili e contro realtà più grandi di noi come il Parma facciamo fatica. Dobbiamo ribellarci a questo momento no ma se ne può uscire solo a piccoli passi e con il lavoro quotidiano”.

Il centrocampista Croce: “Nonostante i tre gol subiti nel primo tempo abbiamo provato a riaprire la partita. Nella ripresa siamo partiti meglio, ci abbiamo provato. Per cui oggi (ieri, ndr.) non è tutto da buttare, e dobbiamo ripartire dalla reazione del secondo tempo”.

Infine Ferretti: “Anche io dico che dobbiamo ripartire dal secondo tempo. Il nostro è un grande gruppo, sano e che ha voglia di lottare fino alla fine”. E sul fatto che ha segnato il gol numero dieci ringrazia e rilancia: “Voglio arrivare almeno a dodici e giocare i playoff alla grande”. 

Altra atmosfera nello stanzone emiliano. La vittoria e il mezzo passo falso del Venezia, l’aver rosicchiato due punti ai lagunari sono motivi di grande soddisfazione.  “Sbagliava di grosso chi pensava che il nostro funerale fosse stato già fissato” dice il vice presidente crociato Marco Ferrari. “Il Parma c’è, il Parma è vivo e darà battaglia fino alla fine” gli fa eco il tecnico D’Aversa che aggiunge: “Gli umbri fin qui hanno disputato un bel campionato, e hanno provato a metterci in difficoltà. Ma siamo stati bravi noi e l’unico tiro in porta che hanno scagliato è stato quello del gol della bandiera”. Quindi il messaggio finale: “Il Venezia ha pareggiato? Non ci interessa e dobbiamo continuare a combattere. La strada è ancora lunga”. Poi Scavone la chiude così: “Vinciamole tutte senza fare calcoli. Nel calcio può accadere di tutto”. Il Venezia è avvisato.

 

Romano e Ferretti ok, Piccini e Candellone beccano 4,5

Romano e Ferretti ok, Piccini e Candellone beccano 4,5 - www.forzagubbio.it

Volpe 5,5

Marini 5

Rinaldi 5

Piccinni 4,5

Petti 5,5

Valagussa 5,5

(dal 33’ s.t. Ferri Marini s.v.)

Romano 6

Croce 5,5

Casiraghi 6

Ferretti 6,5

Candellone 4,5.  

All. Magi 5.

Altro che Parmacotto: per il Gubbio un altro pa-ta.trac

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Finisce con i tifosi che aspettano Magi ai cancelli

 

Emblematica la foto della Gazzetta di Parma: il capitano Romano è steso a terra, il Parma corre verso la vittoria 

 

Gubbio-Parma 1-4 

 

MARCATORI Calaiò (P) al 18’, Nocciolini (P) al 25’, Piccini (G) autogol al 43’ p.t., Ferretti (G) al 24’, Iacoponi al 40’ s.t.

GUBBIO (4-4-2) Volpe; Marini, Rinaldi, Piccinni, Petti; Valagussa (dal 33’ s.t. Ferri Marini), Romano, Croce, Casiraghi; Ferretti, Candellone. 

A disp. Zandrini, Marghi, Kalombo, Stefanelli, Bergamini, Costantino, Conti, Giacomarro, Tavernelli, Lunetta. All. Magi.

PARMA (4-3-3) Bassi; Iacoponi, Di Cesare, Lucarelli (dal 44’ s.t. Saporetti), Scaglia; Giorgino (dal 9’ p.t. Corapi), Scozzarella, Scavone; Nocciolini (dal 33’ s.t. Nunzella), Calaiò, Baraye.

A disp. Fall, Dieye, Messina, Coly, Ricci, Simonetti, Mazzocchi, Edera, Sinigaglia. All. D'Aversa.

ARBITRO Pagliardini di Arezzo.

NOTE paganti 1.394 (abbonamenti non validi) incasso di 14.333 euro. Ammoniti Scaglia, Romano, Ferretti, Scozzarella. Angoli 6-5.

 

Un altro pa-ta-trac. Altro che Parmacotto! Alla vigilia i propositi erano quelli di cancellare la vergogna di Teramo e ripartire forte. I parmigiani invece ci hanno… “grattugiato”. Hanno segnato quattro gol e altri tre se li sono divorati. Poteva terminare insomma, dopo il 6-0 di sette giorni fa in Abruzzo, con un altro risultato tennistico. Dieci gol in due partite: una rete ogni 18 minuti... è tanta roba! Il Gubbio è nel tunnel e ha perso il sesto posto in classifica che vale il primo turno dei playoff da giocare in casa. Magi ammette: “I ragazzi hanno perso la sicurezza nei loro mezzi. La squadra è in difficoltà a livello psicologico”. E alla fine deve dare spiegazioni ai tifosi che lo aspettano davanti ai cancelli.

IN CAMPO CON IL 4-4-2

Si cambia tutto e invece del 4-3-3, o del solito 4-3-1-2 il tecnico disegna il Gubbio su un 4-4-2 che nelle intenzioni dovrebbe dare più copertura. A parte Volpe tra i pali, e la difesa con Marini, Rinaldi, Piccinni e Petti, a centrocampo invece del triumvirato giocano Valagussa e Casiraghi esterni, Romano e Croce centrali. In attacco Ferretti e Candellone. La mossa si rivela un fallimento totale. Valagussa corre, Casiraghi ci prova, Romano ci mette fosforo, Croce si dà da fare ma il risultato è che il centrocampo del Parma ci fa a fette. Gli emiliani passano da tutte le parti e confezionano azioni da gol a ripetizione con gli esterni che mettono i brividi. La catena di sinistra del Parma, con Scaglia, Scavone e Baraye affonda come lama incandescente nel burro. E dall’altra parte? La musica è la stessa. Calaiò e Nocciolini fanno male, hanno un altro passo, altra tecnica e saltano i due centrali segnando entrambi un gol a testa. 

CRONACA DI UNA DISFATTA

Ad onor di cronaca il primo sussulto è del Gubbio che dopo tre minuti si porta in area parmigiana e solo un eccellente recupero di Baraye risolve una situazione che poteva dare il vantaggio ai rossoblù. Ma è fuoco di paglia. Perché da quel momento il Parma, troppo forte, spietato e cinico, superiore in tutto, sale in cattedra e comincia a macinare gioco e a creare azioni a iosa. Gli ospiti chiudono la partita nel primo tempo segnando due gol in neanche mezzora con Calaiò (18’) e Nocciolini (25’) e marcando sul pallottoliere la terza rete su un goffo autogol di Piccinni con la complicità di Volpe allo scadere (43’). Di marca rossoblù un palo colpito da Piccinni in mischia al 36’. Troppo poco.

MEGLIO LA RIPRESA

Nel secondo tempo il Gubbio torna in campo con uno spirito diverso. Ci mette più grinta, ci mette più cuore. Anche se dopo 3 minuti Calaiò solo davanti a Volpe si divora un gol già fatto dopo un errore, l’ennesimo, della difesa. In ogni caso il Gubbio riesce a segnare il gol che può in qualche modo tenerlo in partita al minuto 25: Romano scardina una palla dai piedi di Corapi (che resta a terra reclamando invano il fallo subito), va via in grande progressione e serve in profondità Ferretti che fa secco Bassi nell’angolino: 3-1. Ma non c’è partita e un quarto d’ora dopo il Parma cala il poker: Scaglia dal corner pennella a centro area dove Iacoponi “uccide” la difesa, ruba il tempo a tutti e di ginocchio infila Volpe. Game over.

TIFOSI DAVANTI AI CANCELLI

Quando tecnico e giocatori escono dopo la doccia ad aspettarli ai cancelli c’è un gruppo di tifosi che esternano il loro disappunto e contestano tutto e tutti, seppure in maniera civile. Esigono spiegazioni da Magi, e da alcuni giocatori. “Basta figuracce - urla qualcuno - è ora di far giocare anche qualcun altro, non i soliti noti”. Per la cronaca: ieri nel Gubbio una sola sostituzione: fuori Valagussa, dentro Ferri Marini.

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