Burzigotti il migliore in campo, bene anche Kalombo

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Nella foto Daniele Casiraghi autore di una buona prestazione ma che non ha brillato come suo solito (foto Corriere dell'Umbria)

 

VOLPE 6,5 Un paio di interventi davvero efficaci.

PARAMATTI 6 Onesto lavoro da terzino.

BURZIGOTTI 7,5 Il migliore nel Gubbio, il migliore in campo. Attento, svetta su tutti i palloni e chiude in maniera ermetica. Davvero una bella partita per il “gigante buono”.

DIERNA 6,5 Con Burzigotti compone una coppia molto affidabile e difficile da superare.

LO PORTO 5,5 Non brilla e un braccio galeotto poteva costarci caro.

KALOMBO 6,5 Sedrik è in un gran momento di forma. Come esterno di centrocampo spinge con continuità e cerca anche la via del gol.

dal 26’ s.t. Cazzola 6

GIACOMARRO 6,5 Dario è sempre un polmone inesauribile.

BERGAMINI 6,5 Ha il piedino “caldo”. Gioca bene.

dal 9’ s.t. Sampietro

CICCONE 6 Grande velocità, cerca di spingere a sinistra.

CASIRAGHI 6 Ormai gli avversari hanno capito che se gli lasci mezzo metro diventa imprendibile. Per cui gli montano una guardia stretta e a volte duplicano i dispositivi.

MARCHI 6,5 Ettore è un campione di generosità. Fa un lavoro molto dispendioso e per questo deve pagare dazio in fase realizzativa.

Gubbio attacca ma la Fermana non cede: finisce 0-0

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Il Gubbio non riesce a suoerare la Fermana, il tecnico Pagliari fa lo stesso i complimenti ai suoi

 

GUBBIO-FERMANA 0-0

GUBBIO (4-4-2) Volpe 6,5; Paramatti 6, Burzigotti 7,5, Dierna 6,5, Lo Porto 5,5; Kalombo 6,5 (dal 26’ s.t. Cazzola 6), Giacomarro 6,5, Bergamini 6,5 (dal 9’ s.t. Sampietro), Ciccone 6; Casiraghi 6, Marchi 6,5. (Costa, Fumanti, Paolelli, Piccinni, Conti, Manari, De Silvestro, Libertazzi). All. Pagliari 6.

FERMANA (4-4-2) Valentini 5; Clemente 6, Comotto 6, Mane 6, Sperotto 6; Petrucci 6 (dal 12’ s.t. Da Silva), Doninelli 6, Grieco 6, Misin 6 (dal 44’ s.t. Franchini s.v.); Sansovini 6, Lupoli 6,5 (dal 12’ s.t. Cremona). (Ginestra, Equizi, Forò, Urbinati, Ferrante, Franchini, Maurizi, Acunzo, Akammadu) All. Destro 6.

ARBITRO Donda di Cormons 6.

NOTE paganti 1.123, abbonati 535, incasso di 8.360 euro. Ammoniti Sansovini. Angoli 6-4.

 

Il Gubbio non pareggiava in casa dal 23 aprile (0-0 contro il Venezia di Pippo Inzaghi) e con Pagliari finora aveva conquistato tre vittorie e subìto una sconfitta proprio nell’ultimo turno casalingo contro il Ravenna. Il segno “X” è uscito ieri sera contro la Fermana che si è confermata squadra tosta e rognosa, capace di sfruttare gli errori degli avversari e in grado di far male in ogni momento. I rossoblù, da parte loro, se la sono giocata cercando di sfruttare le ripartenze e la tecnica di Casiraghi e la forza di Marchi. Ma sono mancati in fase di finalizzazione anche perché il bomber di San Marco si sfianca nel recuperare palla a centrocampo ma tanta generosità poi lo penalizza in quanto a peso specifico in area di rigore. Si tratta, in ogni caso, di un punto in più anche se la mancata vittoria rallenta lo slancio derivante dalla bella vittoria dell’ultimo turno nella trasferta di Teramo.

LA TATTICA

Pagliari conferma l’assetto di Teramo. In buona sostanza la variabile è Kalombo che come quarto basso gioca bene, come quarto di centrocampo forse è addirittura un pelo meglio. Per cui conferma Paramatti, che è più terzino del coloured, a destra. Quindi Dierna e Burzigotti centrali e Lo Porto a sinistra. Detto di Sedrik laterale destro, in mezzo al campo Giacomarro fa la legna e Bergamini gioca di fioretto. Ma sbaglia chi non lo apprezza appieno: il ragazzo non è un fulmine di guerra ma ha un piedino d’oro. Se avesse anche la rapidità nella faretra tecnica, non giocherebbe in serie C. Ciccone a sinistra fa buone cose. In attacco Casiraghi e Marchi.

La Fermana che gioca a specchio con il 4-4-2, fa densità in tutte le zone del campo. In avanti poi ha un Sansovini in più che a dispetto della carta d’identità (ha 38 anni) è sempre un calciatore che può fare la differenza. Per il Gubbio trovare spazi non è semplice. Si gioca sullo stretto. Serve velocità nelle triangolazioni. Bergamini lavora bene e Casiraghi e Kalombo cercano la rapidità. Manca mordente negli ultimi sedici metri, anche perché la Fermana sa stare bene in campo. Raddoppia, triplica le marcature, copre gli spazi, non tira mai indietro il piede.

LA CRONACA

Ricco il taccuino nel primo tempo. La prima vera azione è della Fermana: minuto 13’, Lupoli si presenta in area e Burzigotti sventa con un ottimo recupero. Capovolgimento di fronte e Marchi chiama Valentini alla parata. La Fermana in campo c’è ed è squadra tosta. Al 17’ Lupoli di testa chiama Volpe agli straordinari. Il canarino concede il bis con una rasoiata in diagonale che esce di poco. Il Gubbio reclama un rigore per una trattenuta di Comotto su Marchi, l’arbitro fa proseguire. Gli ospiti cominciano a spingere con maggiore convinzione e al 30’ reclamano per due volte di seguito il rigore: prima per un fallo su Sansovini e poi per un braccio galeotto di Lo Porto. Bello il colpo di testa di Kalombo al 35’ che costringe Valentini a strappare la palla da sotto il sette. È il momento del Gubbio: sessanta secondi e Casiraghi manca di un nonnulla il tapin vincente a due metri dalla linea di porta. Si ricomincia con una rete annullata alla Fermana: minuto 9’, Sansovini lancia Lupoli che in netta posizione di fuorigioco supera Volpe. Destro, tecnico dei canarini, poco prima del quarto d’ora cambia interpreti e modulo e passa al 4-2-3-1 con Cremona vertice avanzato. Ma al 16’ il Gubbio sfiora il vantaggio con una mischia furibonda a due metri dalla linea di porta. I “lupi” continuano a spingere e al 17’ Ciccone in diagonale fa gridare al gol, ma la palla sfila sul fondo. La risposta della Fermana al 23’ con un tiro di Sperotto dalla distanza che Volpe devia in angolo. Ancora Fermana: traversone di Sperotto, Sansovini anticipa tutti di testa, il pallone esce di pochi centimetri alla destra di Volpe. I canarini cercano di vincerla e spesso il 4-2-3-1 diventa un 4-2-4 con Sansovini che svaria dove vuole.

CURVA DA APPLAUSI

I tifosi hanno sostenuto la squadra per tutti i novanta minuti. Alla fine hanno applaudito a lungo i propri beniamini a conferma della grande passione per i colori rossoblù. E a loro volta meritano applausi per uno striscione (“Ciao Cri”) dedicato a Cristian Fiorucci, il 27enne morto mercoledì in un incidente stradale sulla Contessa.

Gazzetta.it