L'attaccante Rovini (Empoli) a un passo dalla firma

L'attaccante Rovini (Empoli) a un passo dalla firma - www.forzagubbio.it

Indiscrezioni di mercato dicono che oltre a Tutino, questa settimana o al massimo i primi giorni della prossima, a Gubbio arriverà anche un altro attaccante: Emanuele Rovini, in forza all’Empoli.

Classe 1995, nato a Marina di Cecina, è un attaccante che può coprire tre ruoli: esterno, seconda punta e trequartista. Davide Torchia, il suo procuratore, giura sulla sue qualità. E’ un elemento di grandissime prospettive. In comproprietà tra Empoli e Udinese, finora in Toscana non ha trovato spazio “perché – come ha detto qualche tempo fa il presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi – ha diversi giocatori davanti a lui”.

Rovini, mancino puro, ha una quotazione su Transfermarkt di 400mila euro. Con la maglia della Primavera dell’Empoli due anni fa ha giocato 24 partite e segnato cinque gol. Lo scorso anno con quella dell’Udinese ha inanellato 26 presenze condite da ben 18 gol. Il suo allenatore di allora, Luca Mattiussi, in una intervista al Messaggero Veneto ha detto: “Rovini ricorda molto Totò di Natale. E’ chiaro che deve crescere e maturare, ma con il capitano ha molto in comune”.

Se l’indiscrezione di Rovini trovasse riscontro si tratterebbe di un’operazione di assoluto livello portata a compimento dal diesse Pannacci che sta dimostrando di avere i numeri. Se dovesse saltare Rovini, il diesse ha un altro asso nella manica.

 

LOVISO E IL FUTURO IN ROSSOBLÙ

Esce dallo stadio in tutta fretta. Fuori ci sono alcuni amici che sono venuti a trovarlo. Con lui c’è Marchionni, tra i migliori contro il Pisa. Loviso ha per lui una parola di incoraggiamento, ma gli dà anche un consiglio: “Se riesci a giocare negli spazi fai la differenza, ma quando gli spazi non ci sono te li devi andare a cercare”. “Marchio” sorride e annuisce. Anche così si crea uno spogliatoio forte e compatto. Pronto a fare la “guerra” all’insegna di “tutti per uno e uno per tutti”.

ATTENZIONE AI PARTICOLARI

Ieri sera Loviso era ospite di una trasmissione in tivù e ha avuto parole positive per la sua squadra, per la società, per il mister. Sempre in sintonia con quanto va dicendo ormai da un po’ e che calza a pennello per spiegare il gol del pareggio subito dal Pisa che si poteva evitare: “E’ l’attenzione che fa la differenza. I particolari sono importantissimi. Se abbiamo attenzione ai particolari possiamo fare bene. Se stiamo lucidi, concentrati e attenti possiamo fare davvero qualche cosa di veramente bello. E il diverso livello di attenzione è anche quello che giustifica le diverse categorie del calcio. Se da adesso in poi riusciremo a migliorare l’attenzione allora alla fine i conti potrebbero tornare alla grande”.

LOVISO FOREVER

Massimo Loviso ha sposato la causa del Gubbio. Al punto che non è peregrina l’ipotesi di un rinnovo contrattuale, seppure a certe condizioni, tra cui le mancate richieste di ingaggio in serie A e serie B. Ma in Lega Pro?

“Io mi voglio sentire protagonista, la squadra nella quale gioco deve essere protagonista”.

Il presidente Notari ha detto che il prossimo anno vorrebbe allestire una squadra ambiziosa, e questa è musica per le sue orecchie: “Giulio Cesare diceva: meglio primo nel proprio paese, piuttosto che secondo a Roma. Gubbio protagonista sarebbe una bellissima opportunità”.

Ma tornando al futuro prossimo venturo c’è il pericolo Spal.

“I ferraresi ce l’hanno nel dna di essere tosti e rognosi. Partita difficile. Ma con attenzione e umiltà possiamo giocarcela. E alla grande”.

"Notari: adesso la salvezza, ma io sono ambizioso"

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Euro Grilli

Il presidente è tornato nella stanza dei bottoni, e questa è la settimana decisiva per il mercato. Il Gubbio, come avevamo anticipato, sarà protagonista sia in entrata che in uscita. Oggi arriva Gennaro Tutino, l’esterno d’attacco di proprietà Napoli, che era in prestito a Vicenza in serie B. Il ragazzo è un talento che finora è stato condizionato da un infortunio al ginocchio. Ma ha tanta voglia di riscatto e se si integra bene negli schemi rossoblù potrebbe essere una freccia mortale nella faretra di Acori.

“Dovremmo chiudere la trattativa tra oggi (ieri, ndr) e domani (oggi, ndr) – dice il presidente Notari - devo ancora parlare con il ragazzo, ma non ci saranno, credo, problemi di sorta”.

Di questo avete parlato domenica sera a cena con il diesse e il mister?

“Di questo, su tutto quanto è accaduto e sul futuro in campionato”.

A proposito di uscite?

“Ci sono dei movimenti e Pannacci sa come muoversi”.

Diceva del futuro: prima la salvezza, e poi?

“Ha detto bene: il primo obiettivo è quello, poi ci sarà da divertirsi”.

In che senso?

“Dobbiamo fare ancora 13-14 punti, e poi a quel punto non sarò certo io a porre limiti alla provvidenza”.

Magari invece darà altri ordini.

“Certo. Sono ambizioso e mi piace vincere, ma so anche che bisogna sempre fare il passo per quanto è lunga la gamba. Per cui, con la sicurezza della permanenza in categoria in cassaforte, andremo su tutti i campi a giocare per vincere senza problemi, senza timori, con aggressività e tanta cattiveria agonistica”.

E con un Tutino in più?

“Sì, ma non solo perché arriverà anche qualcun altro, ma il nome non lo dico”.

Il prossimo anno?

“Faremo i bilanci a giugno e poi ripartiremo”.

E’ vero che ci saranno molte novità?

“Certo, è normale che sia così. Quest’anno sono salito in corsa, il prossimo anno parto dal via e voglio costruire una squadra ambiziosa, e con me voglio le persone che meritano la mia fiducia”.

 

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Euro Grilli

Gli occhi di tigre. Rocky però non c'azzecca niente, ma la grinta è quella. Gennaro Tutino, professione attaccante, ha appena 19 anni (classe 1996) ma parla da veterano. "L'infortunio che ho avuto al ginocchio destro - dice fon tono deciso - è ormai il passato. Quello che conta è il presente e in prospettiva il futuro, e io voglio arrivare nel calcio che conta".

Il suo presente e il futuro prossimo venturo si chiama Gubbio.

"Sì, è la società che mi ha voluto a tutti i costi e per la quale darò tutto le stesso per onorare al meglio i colori rossoblù".

Mancano ancora le firme.

"Sì, ma ho parlato con il mio procuratore, Gaetano Fedele, che ha fatto tutto con il direttore sportivo rossoblù Pannacci, e poi mi sono sentito con mister Acori. Le firme? Questione di pochissimo, io già martedì o forse anche prima sarò a Gubbio".

Che le ha detto Acori?

"Mi ha dato il benvenuto. Mi ha fatto una grande impressione. Si sente che è un tecnico esperto e mi dicono un allenatore bravissimo".

Ritroverà in rossoblù il compagno Lasicki.

"Sì, abbiamo giocato insieme nella Primavera del Napoli: è forte".

A proposito di Gubbio, lei deve farsi perdonare una cosa.

"Che cosa?".

Con la Primavera del Napoli ha fatto due gol contro i rossoblù, se lo ricorda?

"Sì, hai ragione (sorride). Vorrà dire che le prime due reti che metterò a segno con la maglia rossoblù andranno a... compensazione".

Che giocatore è Tutino?

“Esterno alto, ma posso giocare, sul fronte d’attacco, dove il mister lo riterrà più opportuno”.

Sul suo profilo Facebook ha detto di non vedere l'ora di iniziare questa nuova avventura.

"È la verità. Dopo mesi di amarezze è giunta l'ora del riscatto".

È vero che, pur essendo napoletano il suo idolo non è stato Maradona?

"Sì, è vero: da piccolo sognavo di diventare bravo come Ronaldo il Fenomeno".

E magari di arrivare in serie A?

"Quello è il sogno di tutti i calciatori. Ma poi bisogna stare con i piedi per terra ed essere realisti. Ma non nego che sono ambizioso e voglio arrivare il più in alto possibile, compatibilmente con le mie potenzialità".

Tutino ieri stava scendendo in treno da Vicenza (la società di serie B che l'aveva ingaggiato in estate ma che non ha potuto farlo giocare praticamente mai per via dell'infortunio ai legamenti crociati anteriori del ginocchio destro) a Napoli. Poi salirà a Gubbio. Da martedì si allenerà con i suoi nuovi compagni. Ritroverà Lasicki, ma non è escluso che tra qualche giorno la “colonia” partenopea possa arricchirsi.

Sembrerebbe non essere tramontato, infatti, l’interesse per Roberto Insigne. Il ventunenne attaccante in forza alla Reggina (classe 1994) dove finora ha giocato 19 partite segnando 6 gol, a inizio gennaio era stato accostato alla società del presidente Notari. Poi però sembrava tutto rientrato tanto che il ragazzo, che era dato per imminente partente per Lecce, e con addosso gli occhi di Catanzaro e di altri importanti club di Lega Pro, è invece rimasto (finora) a Reggio Calabria. Il presidente Foti non vuol lasciarlo partire, Insigne vuole cambiare aria e non vuole stare più in una società grande per il passato, ma che stenta molto in classifica ne presente. A domanda precisa il diesse Pannacci ha risposto: “Insigne è stato un nostro obiettivo e non nego che potrebbe ancora esserlo”. Chissà…

Gazzetta.it