Notari: "Non m'è piaciuta la formazione scelta da Magi"

Notari: "Non m'è piaciuta la formazione scelta da Magi" - www.forzagubbio.it

Sauro Notari (foto corrieredellumbria.corr.it)

 

Gubbio - Albinoleffe è finita in parità, e a vincere è stata la noia. È d’accordo presidente?

“Sì, non mi è piaciuta molto. In tante altre occasioni abbiamo giocato meglio, e soprattutto è stata un’occasione persa”.

In che senso?

“Nel senso che avevamo l’opportunità, vincendo, di mettere a una bella distanza di sicurezza le inseguitrici Bassano e Sambenedettese entrambe sconfitte”. 

Che cosa, secondo lei, non ha funzionato?

“Una giornata storta può capitare a tutti, ci mancherebbe. Però non mi è piaciuta la formazione che Magi ha mandato in campo anche se il suo lavoro va sempre rispettato”.

Si può spiegare meglio?

“Non mi è piaciuto il nostro attacco: io avrei fatto giocare qualcunaltro”.

In ogni caso però il Gubbio allunga la striscia positiva e consolida la propria posizione in classifica.

“L’ho detto prima: il lavoro di Magi va rispettato e i risultati sono sotto gli occhi di tutti”.

Dopo le due vittorie consecutive in casa contro Feralpisalò e Lumezzane e il bel pareggio e, soprattutto la bella prestazione di Padova, si aspettava forse un pubblico più numeroso? Anche in considerazione della bella giornata di sole?

“La nostra squadra gioca sempre dando il massimo. Rispecchia in campo il carattere del suo allenatore. I ragazzi non mollano mai. E questo i nostri tifosi lo hanno compreso e piano piano al “Barbetti” tornerà un pubblico più numeroso. Di questo sono sicuro. Anche perché la nostra squadra può ancora migliorare e in questa stagione possono essere davvero molte ancora le soddisfazioni che ci potrà regalare”.

Gubbio-Albinoleffe: vince la noia, solo poche emozioni

GUBBIO-ALBINOLEFFE 0-0

 

GUBBIO (5-3-1-1) Volpe 6; Kalombo 6 (dal 41' s.t. Conti s.v.) Marini 6, Rinaldi 6, Piccinni 6,5, Zanchi 6; Valagussa 6, Croce 5,5, Casiraghi 6; Ferretti 6,5 (dal 35' s.t. Candellone s.v.); Ferri Marini 5 (15' s.t. Giacomarro 5,5). (Zandrini, Stefanelli, Petti, Marghi, Burzigotti, Bergamini, Romano, Lafuente, Lunetta). All. Magi 6.

ALBINOLEFFE (5-3-2) Nordi 6; Gonzi 6,5 (dal 15' s.t. Guerriera 6), Zaffagnini 6, Gavazzi 6, Scrosta 6, Anastasio 6,5; Agnello 6, Loviso 6 (dal 27' s.t. Di Ceglie 6), Giorgione 6; Mastroianni 5 (dal 38' s.t. Cortellini s.v.) Montella 6. (Cortinovis, Mondonico, Magli, Nichetti, Moreo, Minelli). All. Alvini 6.

ARBITRO Andreini di Forlì 6.

NOTE paganti 393, abbonati 675, incasso di 7.330 euro. Ammoniti Zaffagnini, Kalombo, Croce, Nordi.

Angoli 6-3.

 

Una traversa per parte, un punto per uno, una partita grigia, a ritmi bassi, tra due squadre che tatticamente si sono annullate curando molto la fase di copertura. Sta tutta qui Gubbio-Albinoleffe che ha regalato qualche emozione al 26' con un diagonale di Gonzi dalla sinistra che Volpe respinge, nove minuti più tardi con un tiro in corsa di Ferretti che dalla destra prende la traversa, e al 5’ della ripresa con Montella che sul traversone di Gonzi pareggia il conto dei legni. Ultimo brivido sui titoli di coda quando Nordi e Conti s'incrociano in area, ma l'arbitro fischia il fallo del rossoblù. Alla fine i due tecnici parlano di risultato giusto e si scambiano i complimenti con Alvini che chiosa: "IIl miglior calcio del girone è quello del Gubbio". Dice la verità, ma non certo per la partita di ieri. E il presidente Notari trovate (sopra il testo completo dell'intervista) alla fine va dritto per dritto: "Abbiamo perso un'occasione per saccare le inseguitrici e non mi è piaciuta la formazione scelta da Magi. In attacco avrei fatto altre scelte".

 

Giacomo e il magnifici 10 del "Gubbio club" di Verona

Giacomo e il magnifici 10 del "Gubbio club" di Verona - www.forzagubbio.it
Elia Grilli
 
 
Il “Gubbiaccio” è una malattia che ti fa battere forte il cuore, questo noi eugubini lo sappiamo bene per chi come il sottoscritto ne fa una ragione di vita. Ma la cosa straordinaria è quello che un tifoso direttamente dalla terra di “Romeo e Giulietta” mi è venuto a scrivere stasera.
Si chiama Giacomo Vaccari, (nella foto tratta dalla nostra pagina Facebook "Fino alla fine Forza Gubbio") è di Verona e ha 20 anni, innamorato pazzo per Gubbio e i colori rossoblù che hanno rapito il suo cuore.
Le parole di Giacomo: “E’ iniziato tutto con un viaggio intrapreso due anni fa a Gubbio, sono rimasto subito colpito dalla città, splendida con gente meravigliosa e gentile, poi sono andato a vedere il Barbetti e da li il mio cuore ha iniziato a battere forte”.
Beh sicuramente è una cosa ammirevole da parte sua oltre che essere una cosa rara...credimi sono quasi emozionato sentir dire da altre persone “non eugubine” che hanno tutto questo amore per il Gubbio.
“Guarda, io ti dico solo che questa passione l’ho trasmessa anche ai miei amici oltre che a mio padre, delle volte quando ci riuniamo, arriviamo anche a 10 persone”
Beh allora siete a tutti gli effetti un “Gubbio club”?
“Si, spero di si perchè siamo un gruppo di ragazzi che ha conosciuto da poco questa squadra, ma che ci emoziona in una maniera indescrivibile”
La cosa straordinaria, è che lei non ha origini di Gubbio, e ha scelto di iniziare a seguire il “Gubbiaccio” nel suo periodo nero, ovvero l’inizio del campionato di serie D (che poi si rileverà straordinario n.d.r.) .
“Si sapevo che il Gubbio veniva da una brutta retrocessione, ma non avevo alcun dubbio che sarebbe tornato subito su”
La domanda sorge spontanea qual’è stata la sua prima partita del Gubbio?
“Feralipisalò-Gubbio, poi ho seguito anche varie trasferte, spero di venire il prima possibile in quel gioiello che è il “Barbetti” perchè è veramente qualcosa di epico”
Beh Giacomo grazie per essere stato ai nostri microfoni.
“Grazie a voi e sempre forza Gubbiaccio”.

Sandreani: "Romano, capitano che gioca con il cuore"

Sandreani: "Romano, capitano che gioca con il cuore" - www.forzagubbio.it

Alfredo Romano e Alessandro Sandreani nell'elaborazione grafica realizzata da Elia Grilli

  

Duecentonovantadue partite tra C2 e C1, 31 in serie B, 16 gol segnati con la maglia rossoblù, 11 stagioni sotto il Campanone, due campionati vinti in sequenza passando dalla C2 alla serie B con Vincenzo Torrente in panchina: Alessandro Sandreani è stato “il” capitano del Gubbio. Il calciatore più amato dalla tifoseria nella storia recente del club rossoblù, un simbolo. Sulle spalle il numero “8”, lo stesso che ha stampato sulla maglia Alfredo Romano, da due stagioni “il” capitano di un Gubbio che dopo aver “ucciso” il campionato di serie D figura tra le prime sei squadre in classifica in Lega Pro. È virtuale il passaggio di consegne, ma nell’immaginario collettivo la fascia al braccio è passata di… mano tra due bravi giocatori, ma soprattutto tra due “uomini veri”.

“Romano è forte - attacca a dire Sandreani - e il Gubbio con lui ha trovato un capitano vero, un centrocampista di qualità e quantità. È tecnicamente dotato, sa giocare nel fraseggio stretto, così come nel lungo. È geometrico, lavora con intelligenza senza palla, fa tanto lavoro sporco. Domenica a Padova il gol al 93’ è la dimostrazione di grandi valori tecnici, di un’ottima condizione atletica, ma soprattutto di pulizia mentale, spirito di attaccamento alla maglia, professionalità, voglia di sacrificarsi fino all’ultima goccia di sudore senza mai pensare, nemmeno per un attimo, di mollare di un solo millimetro”.

Lei ha giocato al fianco di un altro grande playmaker rossoblù, Rodrigue Bosifer.

“Rodro era un calciatore diverso da Romano. Fare paragoni è impossibile. In fase di interdizione non ho mai visto un giocatore più forte di Boisfer, nemmeno Nwanko in serie B valeva quanto lui. Dopo l’infortunio ha saputo sopperire a un pizzico in meno di dinamicità con il senso della posizione: insomma un calciatore superiore. Romano nel lungo e nel saper verticalizzare il gioco è straordinario. D’altronde, se non hai un bagaglio tecnico completo, associato a una grande professionalità e serietà di comportamento quasi 400 partite tra serie D e serie C non le giochi in 18 anni di carriera ad alti livelli”.

Leader in campo e fuori.

“Nello scorso mese di dicembre, quando ha detto di no ai soldi del Matelica ha dato un’ulteriore prova di grande attaccamento ai colori sociali, di aver davvero sposato il progetto ma soprattutto di avere una parola d’onore. E questi sono valori che non si imparano sui campi di calcio e non si possono allenare: o li hai dentro o non li hai”.

Alfredo Romano è stato inserito nel “dream team”  della Lega Pro. Nell’undici schierato con un 4-2-3-1, figurano Bindi (Padova) in porta, Mogos (passato dalla Reggiana all’Ascoli a  gennaio), Modolo (Venezia), Lucarelli (Parma) e Favalli (Padova) in difesa; Romano e Burrai (Pordenone) in mediana. Poi la linea dei “trequartisti” con Nocciolini (Parma), Minesso (Bassano) e Marsura (Venezia), in attacco Arma (Pordenone). “Scegliere Romano invece di tanti altri - è detto nella motivazione della “nomination” - vuol dire rendere omaggio a un vecchio gladiatore della categoria”.

“Condivido in tutto e per tutto - conclude Sandreani - Alfredo è il degno capitano di una squadra che sta facendo benissimo e che potrà ancora migliorare. È capitano di lungo corso, uomo vero”.

Gazzetta.it