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La storia

Quella volta che don Bosone riportò da Roma un pallone di cuoio

La nascita

Il calcio a Gubbio arriva per la prima volta nel 1910, portato dall'allora sacerdote don Bosone Rossi che diffonde il verbo calcistico nelle strade riportando da un viaggio a Roma, così recita la tradizione popolare, il primo pallone di cuoio. C'è bisogno di attendere qualche anno (più precisamente il 1913) per assistere alla nascita della prima realtà calcistica a Gubbio, affiliata alla SPES, una società che al tempo era finalizzata per lo più alla ginnastica. Poi col passare degli anni gli appassionati aumentano considerevolmente, tanto che negli anni trenta la squadra eugubina prende parte ai primi campionati regionali, dopo aver partecipato per diverso tempo ad incontri amichevoli con le formazioni umbre. E lo fa disputando le gare casalinghe al "San Benedetto", quella che successivamente verrà ribattezzata la "Fossa dei Leoni" e che resterà per quasi 50 anni la casa del calcio eugubino.

11/03/2012 08:18

Dagli anni Venti alla Seconda Guerra Mondiale

I primi campionati

Nel 1929 il Gubbio partecipa al Campionato Umbro ULIC, superando la prima fase. L'anno seguente, nel 1930, prende parte al Campionato Regionale Umbro di Terza Divisione al quale partecipano anche: Juventus Foligno, OrvietanaPerugia, Tiberis, Tiferno e Virtus Spoleto. Il campionato viene vinto dal Perugia. Anche nel 1931 il Gubbio partecipa al campionato di Terza Divisione, che è diviso in due gironi, e approda alle fasi finali, senza però ottenere il successo. Nell'anno successivo il Gubbio partecipa al Campionato regionale di Seconda Divisione. Dopo un paio di anni in cui i campionati subiscono diverse modifiche, nel 1936 i rossoblu partecipano regolarmente al campionato di Prima Divisione regionale, incontrando compagini davvero agguerrite, quali TernanaPerugiaFoligno ed assumendo subito un ruolo da protagonisti, riuscendo anche a cogliere la vittoria sul campo, ma non la promozione, a causa di un tesseramento infatti furono impartite tre sconfitte a tavolino alla formazione denominata allora F.G.C.Gubbio. Nel 1938, oltre al campionato di Prima Divisione, si disputa per la prima volta la Coppa Italia Centrale, a cui partecipano squadre in rappresentanza di UmbriaMarche e Abruzzo. Il Gubbio termina secondo, ma nel 1939, dopo la ristrutturazione dei campionati di Serie C, finalmente viene ammesso e gioca per la prima volta fuori regione contro squadre del centro qualiCagliariAscoliPerugiaSambenedetteseTernanaJesi. Lo scoppio della guerra impedisce al Gubbio di prendere parte al campionato nazionale, così prima dello stop dei tornei affronta un'altra stagione nella Prima Divisione regionale.

11/03/2012 08:18

Dalla promozione in serie B agli anni Sessanta

Le prime glorie

Finita la guerra, l'U.S. Gubbio, questa la denominazione, riparte con la voglia e l'entusiasmo di ricominciare a vivere dopo i dolorosi fatti bellici. Nel 1945, l'Umbria del calcio si divide in tre gironi, con le maggiori città che partecipano, in attesa della ripresa dei regolari campionati. Nel1946, ancora una volta si riparte dalla serie C, Girone B Lega Centro. L'anno successivo, la tenacia eugubina porta a frutto il risultato più prestigioso della storia del calcio eugubino: sostenuto da un assetto societario impeccabile e dal cuore grande dei tifosi, nel 1947, grazie allo "storico" spareggio di Pesaro contro il Baracca Lugo, vinto per 2-0, e dopo aver conquistato il primo posto in un girone per gli spareggi, il Gubbio è promosso in Serie B, campionato che vedrà la vittoria finale del Palermo davanti a PisaLecce e Taranto. Il Gubbio conclude in modo dignitoso la stagione a ridosso di Rieti e Perugia, ma non riesce ad evitare la retrocessione. La serie cadetta dura solo un anno, anche per via della riorganizzazione che prevedeva molte retrocessioni, così il Gubbio torna in Serie C. Lo sforzo economico profuso per la scalata in B si fa sentire e nella stagione 1948/49 arriva un'altra amara retrocessione, con annessa bancarotta economica e conseguente discesa nei tornei regionali dove i rossoblu resteranno sino alla stagione 1957/58, alternando buone annate (nel 1956 perde lo spareggio per la promozione in IV Serie contro il Bastia) ad altre peggiori. La stagione 1957/58, conclusa trionfalmente al primo posto, consegna al Gubbio il pass per tornare nel calcio che conta. Ma la gioia durerà poco, perché nella stagione 1960/61 i rossoblu torneranno a giocare nei confini regionali retrocedendo dalla neonata Serie D.

Tuttavia la squadra di allora attinge a piene mani dal vivaio locale, specie quello dell'Intrepida San Secondo (con il quale si fonderà nel 1963) e del Rapid Gubbio, e a lungo andare i risultati si riveleranno essere di straordinaria fattura. Dopo aver sfiorato la promozione nel 1963 e nel1964, finalmente nella stagione 1964-65 arriva l'annata dei record: la squadra eugubina, affidata a Mario Mancini, trionfa nel campionato diPromozione Regionale chiudendo la stagione imbattuta. Artefice dell'impresa è una squadra giovane ma di grande valore tecnico e morale, trascinata dai gol del bomber perugino Marcello Cagnazzo.L'anno seguente il Gubbio conosce nuovamente l'onta della retrocessione, ma nella stagione 1966/67 è la buonasorte a voltare le spalle ai rossoblu che persono alla "monetina" lo spareggio con l'Orvietana per salire in Serie D. L'anno successivo (stagione 1967/68) finisce ancora in modo più beffardo: il Gubbio vince lo spareggio con l'Angelana per 2-0, ma non può gioire perché a fine campionato la squadra assisana beneficia di un punto in più dopo aver presentato ricorso per una gara persa contro lo Spello. Il ritorno sul palcoscenico nazionale è tuttavia rimandato solo di una stagione: nel 1968/69 il Gubbio domina il campionato dalla prima all'ultima giornata, nonostante debba scontare 12 turni di squalifica del campo (eredità di un'invasione dei tifosi ad Assisi avvenuta nella stagione precedente).

11/03/2012 08:19

Quella volta a Coverciano contro Rivera e Mazzola

Gli anni settanta

Il nuovo decennio si apre con una bella stagione in Serie D (1969/70) e con la ribalta dell'amichevole a Coverciano contro la nazionale di Valcareggi (9-1 per gli azzurri, ma il Gubbio era passato in vantaggio con una rete del centravanti Falasconi).

Le formazioni dell’amichevole:

GUBBIO Zoff (dall1’ st. Albertosi), Cerafischi, Pierotti, Ferrari (Rosatelli), Raspati (Rossi), Cenci (Belardi), Martini (Piobbichi), Chiaraluce, Falasconi, Berettini, Pasqua. All. Agostinelli

ITALIA Albertosi (dall’1’ s.t. Zoff), Burnich, Facchetti (Poletti), Bertini, Rosato (Niccolai), Cera (Ferrante), Domenghini (Gori), De Sisti (Juliano), Mazzola, Rivera, Prati. C.T. Valcareggi.

L'anno successivo il copione rimane inalterato, e così ancora nel successivo triennio. I rossoblu navigano sempre in acque abbastanza tranquille e raramente rischiano di retrocedere, pur senza mai inserirsi nella lotta al vertice. Nell'annata 1974/75, però, l'incantesimo si rompe e nella stagione che segna l'addio all'amato "San Benedetto" il Gubbio conosce un'amara retrocessione nella Promozione Regionale. Il "trasloco" al "Beniamino Ubaldi" si rivelerà essere privo di grosse soddisfazioni: per due stagioni consecutive gli eugubini mancano il ritorno nella vecchia quarta serie, ma finalmente nel 1977/78, anno in cui la squadra gioca per la prima volta al "Polisportivo San Biagio", la squadra riassapora il gusto della vittoria, imponendosi ai danni dell'Ortana e presentando nell'undici titolare moltissimi giovani eugubini. L'euforia del successo viene però oscurata dall'ennesima retrocessione che segna in negativo l'annata 1978/79. Il Gubbio torna così nei campionati regionali.

11/03/2012 07:09

Gli anni Ottanta e lo storico spareggio contro il Poggibonsi

La magia del Curi

Ma gli anni ottanta si riveleranno un continuo crescendo di emozioni e soddisfazioni. L'altalena del ventennio precedente finisce in soffitta e la società, pur gettando le basi gradualmente, riesce a creare un gruppo vincente e capace di reggere il peso delle nuove sfide. Nella 1979/80 i rossoblu, imbottiti di giovani, colgono un buon piazzamento nella massima divisione regionale, ripetendosi l'anno successivo dove chiudono al terzo posto dietro Elettrocarbonium e Nocera Umbra. Ma in estate la Federazione ripesca il Gubbio in Interregionale, e da quel momento in poi i tornei umbri resteranno un lontano ricordo. Nel 1981/82 la squadra si fa rispettare, conquistando una tranquilla salvezza. Il copione verrà ripetuto anche nelle successive due stagioni, anticamera del vero e proprio salto di qualità che coincide con la stagione 1984/85, quando la società chiama in panchina Fiorindi. Il Gubbio chiude il campionato al terzo posto dietro a Pro Cisterna e Latina, aprendo di fatto un vero e proprio ciclo che culminerà nelle successive due stagioni in due finali a dir poco mozzafiato. Nel 1985/86, con Massimo Roscini alla guida, i rossoblu duellano a lungo con Riccione (allenata da Alberto Zaccheroni) e Vis Pesaro. Al termine del campionato tutte e tre le squadre arrivano appaiate a pari punti, e per decretare la squadra che salirà in Serie C2 si ricorre ad uno spareggio a tre. Il Gubbio batte 2-0 il Riccione, ma perde la sfida decisiva con la Vis Pesaro per 1-0 e vede sfumare il sogno del ritorno nei professionisti. Un sogno tuttavia rimandato soltanto di 12 mesi. La stagione 1986/87 è una delle più esaltanti che il popolo eugubino ricordi. La grande avversaria è il Poggibonsi, capace di battere i rossoblu sia all'andata (1-0 in Toscana) che al ritorno (2-0 in Umbria). Ma al termine delle 30 gare stagionali, ancora una volta, la vetta è in coabitazione e costringe le duellanti a ricorrere allo spareggio.

Il 17 maggio 1987 al "Renato Curi" di Perugia, davanti ad oltre 20.000 persone (di cui 12.000 provenienti da Gubbio), un gol dell'attaccante eugubino Rosario Zoppis al 113' regala al Gubbio la tanto sospirata promozione alla compagine guidata in panchina da Giampaolo Landi. La stagione 1987/88 segna il ritorno dei grandi derby contro Perugia e Ternana e si chiude con un sorpredente terzo posto dietro a Casarano ePerugia, ma è anche l'annata che segna l'arrivo a Gubbio di Candido Di Felice, votato poi come il "calciatore del secolo" del calcio eugubino. L'anno seguente, con il cambio in panchina (a Landi succede Francesco Giorgini, "teorico" della zona), la formula si rivela ancora una volta vincente, tanto che la squadra sogna a lungo il primato prima di rallentare nella seconda parte di stagione e chiudere comunque al quarto posto. Va addirittura meglio nella stagione 1989/90, quando il Gubbio si laurea "campione d'inverno" chiudendo il girone d'andata in vetta. Poi un'altra flessione costa cara agli eugubini che nel girone di ritorno perdono terreno, terminando il campionato al quinto posto. Ma a scuotere l'ambiente è piuttosto la scomparsa dello storico direttore sportivo Mario Mancini, deceduto il 6 luglio 1990 a seguito di un malore mentre tornava a casa da Milano, sede del mercato estivo.

11/03/2012 07:27

Gazzetta.it